28.7.09

MOXIE POLANO



Moxie Polano SL ( Nancy Nelson of the Northwest ) is a Graphics Artist and Fashion Designer, started her designing in back in 2004. She came to SL with the idea to blend 2 passions, fashion and computer graphics. FRENCH KISSES started, and shortly to follow was what was to become her main Company “Tailor Made“. TAILOR MADE, offers a variety of contracted services to private clients for the fashion industry including custom builds and clothing. Back in March of 2008 Moxie Polano decided it was time too design for herself as well and MP HAUTE STYLE was born. “Moxie Polano's Haute Styles”, is located on the Haute Couture Sim, offering a wide range of Gowns and Couture Items.

POLANO PLAZA

The Polano Plaza, according to local gossip, is a party site located in the middle of some field on the outskirts of Morio City. People say that “You’re revitalized when you go there to sing at night, or, when you breathe the air there.” They also say that an orchestra plays there and “anyone will be able to sing beautifully there.” This story depicts the struggle for control of the Polano Plaza, between those with vested interests, who have turned the festival plaza into a place for sake drinking parties as part of an election campaign, and the local youths who want to recover control of the plaza and restore it to its former purpose

PIERPAOLO POLANO

Corso Folgori Accademia Navale Livorno 1962-66

LA LEYENDA DE POLANO

La leyenda de Polano


MIKE POLANO

Mike Polano was born on June 18 1972 in W. Bloomfield, MI and he is a hockey player.
Trivia:
- His height is 6'01.
- He weighs 185 lbs.
- His position is center and he shoots left.
- Mike started his professional career as a hockey player with the Niagara Falls Thunder team in 1989.
Famous Why?
- Mike is famous for his career in the National Hockey League.


GATSO

Gatso 4000 Luxe, Year: 1950, Built: 1 piece
The last and most luxurious Gatso.
Built for a Dr. Polano, a well known personality in the The Hague society scene, and was specially designed according to the doctor’s wishes.

27.7.09

DON LUIGI POLANO

Don Luigi Polano (1.1.1904–5.1.1955)

All’inizio del 1944 alcuni autonomisti zanelliani confluirono nel movimento autonomista fondato da Don Luigi Polano. La sigla del movimento FAI riassumeva il loro programma: Fiume Autonoma Italiana. Spesso, nella pubblicistica jugoslava clandestina si fece confusione attribuendo la loro attività al partito autonomo. Questi furono i più attivi tra gli autonomisti e proposero per Fiume uno status simile a quello goduto in seno al Regno di Ungheria, ossia autonomia nel quadro delle autonomie regionali.
Lottarono contro i nazifascismi e collaborarono con gli slavi soprattutto al fine di tutelare il patrimonio industriale della città, che minacciava di essere distrutto, o trasferito, dai tedeschi. Esso costituì un ulteriore elemento del fronte politico fiumano che, pur apportando un grande contributo alla causa della Resistenza, non intese condividere ed accettare quanto proclamato da parte croata, ossia l’annessione di Fiume alla Croazia, e per questo fu anch’essa uno dei maggiori nemici del MPL (*).
(*) A.L. JAMINI op. cit. In “Rivista di studi fiumani” anno IV, n.3-4, luglio-dicembre 1956, p. 154.

E’ opportuno sottolineare che il CLN si trovò a dover operare in una situazione così difficile da dover proseguire la propria attività, sin dal mese di giugno [1945], nella clandestinità, e fu quindi necessario procedere ad una riorganizzazione del gruppo. A. Luksich Jamini fu eletto presidente e Don Polano vicepresidente (**).
Esso svolse la propria attività su due fronti, quello interno alla città di Fiume ed uno esterno di rappresentanza delle istanze fiumane presso il CLN della Venezia Giulia ed il governo italiano.
(**) A.L. JAMINI In: “Rivista di Studi Fiumani” anno VII, n. 1-2 gennaio-giugno 1958. L’Autore riporta integralmente i nomi dei membri del CLN.


Don Luigi Polano, sacerdote del SS. Redentore di Fiume e capo dell’organizzazione “Fiume Autonoma Italiana”, così descriveva il clima che regnava in città [ai primi di maggio 1945]:
«L’incarceramento di persone da essi giudicate fasciste o collaborazioniste (ma soprattutto anticroate) salgono oramai ad oltre 3.000. Le prigioni sono piene, ed ogni tanto un certo numero di persone viene prelevato da esse per ignota destinazione. Lo stato d’animo della popolazione, già prima tanto provato, è giunto ad un grado di nevrastenia tale, da rasentare l’impotente pazzia collettiva. Unica speranza è un cambiamento rapido della situazione o alla partenza della città: unico grido sussurrato è: “Via, via via”. Non so, ma immagino, quale impressione e quali effetti abbia portato sulla cittadinanza la notizia della soluzione della questione giuliana, che per ora almeno esclude Fiume dal beneficio portato alle città consorelle».

(pdf fonte)

«Nel mese di luglio 1945 don Polano m’invitò a partecipare al CLN di Fiume (...) Fino a questo tempo non sapevo nulla dei (sic) tali comitati ed in questa occasione riseppi (sic) che questo comitato fu formato verso la fine dell’anno 1944 sull’iniziativa del prof. Brusić, prof. Tavolini Adelo (sic), NartićNereo e più tardi sono venuto anch’io poi certo Superina ed Adam».

Elenco parziale di fiumani condannati a vario titolo dal 3 maggio 1945 in poi […]
Polano Don Luigi sequestro e confisca beni […]

(pdf fonte)

La prospettiva di Fiume quale Stato libero ed indipendente fu presa in considerazione anche nel testo da una risoluzione sottoscritta dai fiumani membri del CLN Brussich e Tavolini in seguito ad un convegno tenutosi il 27 settembre 1945 tra i CLN di Trieste, Gorizia, Pola e Fiume […] Venivano inoltre propagandate versioni tendenziose secondo le quali l’Italia aveva rinunciato, in sede di trattative, alla sovranità su Fiume. Il loro scopo era quello di deprimere ulteriormente la popolazione e creare un clima di dubbi ed incertezze. Il CLN fiumano chiese dunque al governo italiano di chiarire la propria posizione a riguardo e a tale scopo inviò dal Presidente del Consiglio De Gasperi, il 21 gennaio 1946, i rappresentanti Don Polano ed il prof. Brussich. Nel discorso che De Gasperi, poco dopo, tenne a Montecitorio, sostenne che, seppure la questione di Fiume si fosse risolta con una rinuncia da parte italiana, tuttavia ciò non avrebbe comportato il misconoscimento del legittimo diritto fiumano all’autogoverno e alla libertà ed indipendenza sanciti anche dal Trattato di Rapallo.

(pdf fonte)

FRANCISCO POLANO










Rerum venetarum libri quatuor… di Giovanni Battista Vero, apud L. Elzevirium, 1644, p. 319; l'anno a cui si riferisce la vicenda è il 1509.

PIERO POLANO


















La Cronaca Veneta detta altinate di anonimo, ed. a cura del prof. A. Rossi et alii, 1845, pp. 308-9; la nota (55) specifica: “intendasi Rainiero Polani, conte d’Arbe”.

CONTE DI POLANO

Poiché adunque comparve don Alfonso e suo padre l'ebbe presentato alla compagnia, il conte di Polano si alzò e corse ad abbracciarlo […].

Avventure di Gil Blas di Santillana di Alain René Le Sage, Treves, Milano 1876, p. 171

Nell’originale è il comte de Polan:
Livre VI, Cap. I De ce que Gil Blas et ses compagnons firent après avoir quitté le comte de Polan; du projet important qu’Ambroise forma et de quelle manière il fut exécuté.

MARCELO POLANO

26.7.09

MAX-JOSEF GÄSTEHAUS














Familie Franz und Berta Polano
Max-Josef-Str. 24
83684 Tegernsee, Deutschland

MARCO POLANO

Project Manager, Wireline Access Infrastructure Innovation
Telecom Italia
Mr. Polano is senior project manager at Telecom Italia and is responsible for the study and development of new advanced DSL technologies. He is project manager on access network and home network-related topics since 2004. In particular Mr. Polano has been responsible for the development of innovative home gateways and home networking solutions from 2003 to 2005. Since 2006 he has focused on the definition of network deployment rules for DSL systems. Mr. Polano is currently working on the study of the deployment strategies and issues related to new DSL technologies (VDSL2 and DSM).

MARIO POLANO

Mario Polano, Professore ordinario di Diritto tributario, Università di Sassari.


SERGIO POLANO FOTOGRAFO

Sono Sergio, semplicemente... sono un fotografo da sempre prima per passione poi per lavoro. Amo la mia piccola bambina Amo la musica Adoro leggere libri di ogni sorta Amo la vita... così difficile... così bella!


RON POLANO

Te gusta el ron polano? (do you like ass rum? a.k.a. do you eat asshole? )


CLAUDIO POLANO

Claudio Polano, capogruppo consiliare di "PER GEMONA", nonchè Consigliere dell'Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia.

POLANO 1,35

Fronte, 31 marzo. Riunione polisportiva della 5.a Sezione Fotoelettrica.
Corsa 2.800 metri: 1) Polano; 2) Gallini a 2 metri.
Alto: 1) Vaccari 1,45; 2) Polano 1,35.

POLANO FOOTWEAR

Polano Footwear Co Ltd
Rm 2001, Lucida Ind Bldg
43-47 Wang Lung St, Tsuen Wan
New Territories, Hong Kong
Polano Footwear Co Ltd, an eight-year-old enterprise marketing the Polano and Kecko brands, uses materials from Taiwan, South Korea, India and the Chinese mainland in children's footwear that is entirely synthetic or entirely leather or a mixture of both.
"We find that Korean materials are best for our Japanese customers while Malaysian and Australian buyers prefer materials from Taiwan," says general manager Emily Hung.
Sandals in orange and blue (models KF00-0605 and KF01-6131) and casual shoes in khaki (PF00-2092) cost about US$3 FOB Hong Kong per pair. A minimum order is for 6,000 pairs, with shipment 30 days after confirmation. Hung can adjust the minimum to 2,000 pairs per style for orders involving five or more styles.
Polano's four-storey factory in Dongguan on the Chinese mainland has 250 workers capable of producing 80,000 pairs each month.

POLANI, DOMENICO, PIETRO

Dell’Historia Venetiana di Marco Antonio Sabellico, 1668.

pp. 30-31

Molto ancora la turbarono le discordie de' Cittadini, perché sei famiglie nobilissime in due parti si divisero. Da una Iustiniani Polani, e Basei, & dall'altra Barbolani, Selij, e Sevolij. E perché molte volte al popolo havevano dato tristo spettacolo, facendo l'uno all'altro ingiuria, essendo tra lor combattuto in mezo la Città […] i Barbolani con gl'huomini della lor parte furono cacciati della Città […] Queste cose nel tempo del Dogado di Pietro Tradonico [Petrus Tradonicus Pola, 863-864] sono tutte fatte […].

p. 48

Orso [Pietro Orseolo, 960 ca- 1009] Doge di Venetia, e Dalmazia
Fù disposto similmente in tutte le Città della nuova Provincia essere messi nuovi Magistrati […] Domenico Polani a Traù […].

pp. 84-86

Il settimo libro della prima deca
Pietro Polani [1130-1148 ca.]

Guerra bandita contra il Rè di Sicilia
Così fu ordinata una grossa Armata, la quale messa in ponto, il Polano Prencipe subito andò contra nemici, richiamate prima per publico ordine alcune Galee, che all'hora erano fuori […] L'Armata che poco dinanzi era partita da Venetia, havendo patito alquanto di Fortuna, si tienne in Porto di Caurli del Territorio de' Furlani. Quivi essendo il Polano assalito da infermità, la qual de dì in dì più grave gli si faceva, conoscendo non cosi tosto poter guarire, Giovanni suo Fratello, & Rainero suo Figliuolo fatti Provveditori all'Armata, egli à Venetia si ritornò […]
Presa di Corfù, e rotta dell'Armata di Ruggieri
i Venitiani molti de' Nemici morti, & in maggior sopra feriti, espugnarono Corfù: nondimeno trovo, che prima presero l'Isola con l'arme, che combattessero in Mare. Et poi di tutta l'Armata presero quattordici Navi. Fatta l'isola sicura di opportuno soccorso, & difesa, di subito le Galee Venitiane scorseo in Sicilia.
Quanto fu danneggiata Sicilia per l'Armata Venitiana
Non fù sorte di calamità, che all'hora l'Isola per le mani de' Venitiani non sentisse, il Fuoco, e il Ferro fece commune danno per tutto quel Terreno. Non pochi Huomini furono fatti Prigioni, molti luoghi abbruciati, le Viti, li Campi, & gli Arbori furono rotti, & tagliati. Et brevemente si dimostrò l'Imperio della Grecia all'hora per le Arme Venitiane non solamente, come altre volte essere stato difeso, ma ancora nell'antica maestà ritornato. Il che senza l'opera loro non poteva esser fatto.
La Morte del Doge: la qual era seguita prima, che l'Armata ritornasse, fù cagion, che minor allegrezza si sentisse di tanta vittoria; Il qual Doge visse nella Repubblica ventiun'Anno.

JOANNES POLANUS

Antiquitates illustrissimi ducatus Brabantiæ. Emendatiores, et auctæ... di Joannes Baptista Gramaye, 1708 . Si noti che nella parentela di Joannes Polanus (-1384) aka Jannen van Polanen, barone di Breda, c'è una Adelizia o Adelisa (Petrus Polanus dux era sposato con Adelasa, la figlia del predecessore Domenico Michiel); l'unica erede sopravvissuta di Joannes, Joanna, va in sposa a Englebert di Nassau.

POLANO DUX

Elogia Venetorum navali pugna illustrium di Antonio Stella, 1558.

GIOVANNI POLANI

Giovanni Polani, IV vescovo Castellano (1133-1164), figlio di Pietro Polani doge. Ivi, v. anche pp. 75-78.

AMANDUS POLANUS

AMANDUS POLANUS von Polansdorf (1561-1610) is one of the most significant dogmaticians of early Reformed orthodoxy yet, to date, there are only two book-length works on him. That of Ernst Staehelin is biographical in nature; Heiner Faulenbach’s is the only extensive attempt to explore Polanus’ theology. Despite the title, Faulenbach does not get to grips fully with the overall theological structure of Polanus but instead focuses on his methodology and, in particular, on the doctrines of Cod and of scripture. Apart from various encyclopedia articles, we are left with the earlier treatment of P. Althaus and the more recent discussion by Richard A. Muller in his highly significant work on Reformed predestinarianism. Karl Barth, of course, often referred to Polanus in the early volumes of his Church Dogmatics…

from Robert Letham’s, “Amandus Polanus: A Neglected Theologian?” Sixteenth Century Journal 21 (1990): 463-476.

BENTE POLANO

NICK POLANO

Nick Polano (born March 25, 1941 in Copper Cliff, Ontario, Canada) was the Detroit Red Wings' head coach when owner Mike Ilitch first bought the team in 1982. He later served as the team's GM. Polano never played in the National Hockey League, but he did play in the American Hockey League and World Hockey Association for many years as a defenceman. As head coach, his overall record in the NHL was 79-127-34. Polano played 15 seasons in the minor leagues as a defenceman, spending the majority of his time in the American Hockey League (AHL) with Hershey, Baltimore and Providence, and also played 17 games in the WHA for the Philadelphia Blazers. Polano began his coaching career in 1975-76 with Erie of the Eastern Hockey League (EHL) and led that team to three consecutive regular season and playoff championships. He was twice named EHL coach of the year and in 1981 was named minor league executive of the year by The Sporting News. Polano spent 10 seasons in the Detroit Red Wings organization as a head coach and assistant general manager. Polano guided the Red Wings from 1982-85 and amassed a 79-127-34 regular season record as their head coach. Polano aided in the defection of several NHL players from behind the Iron Curtain including Petr Klima and Slava Kozlov. Before joining Detroit, Polano served as an assistant coach with the Buffalo Sabres for one season under Scotty Bowman in 1981-82. From 1992-2000 Polano worked for the Calgary Flames, first as their director of pro scouting and later as their director of player personnel and general manager and alternate governor for the Saint John Flames. In August 2002, Polano joined the Ottawa Senators as part-time professional scout.

(from Wikipedia)

LUIGI POLANO

Luigi Polano (Sassari, 3 aprile 1897 – Sassari, 24 maggio 1984) è stato un politico italiano.

Studente in ragioneria, aderì alla Federazione Giovanile Socialista Italiana nel 1914 divenendone due anni dopo il segretario regionale per la Sardegna. Trasferitosi a Roma per studiare all'Istituto superiore di studi economici e commerciali, viene notato dal segretario del Partito Socialista Italiano, Costantino Lazzari, e nel giugno 1917 diviene il segretario nazionale della Fgsi.
Nel gennaio 1918 è arrestato per sei mesi per «disfattismo». Prosciolto, è nuovamente arrestato per un comizio pacifista a Piombino e quindi internato per tutto il 1918. Nel novembre 1919 rappresenta la Fgsi al congresso fondativo dell'Internazionale giovanile comunista. È tra gli scissionisti di Livorno che il 21 gennaio 1921 costituiscono il Partito Comunista d'Italia. La Fgsi aderisce al nuovo partito al 90% e Polano è confermato segretario della neonata Federazione Giovanile Comunista d'Italia. Nel 1922 è a Trieste come capore
dattore del quotidiano Il Lavoratore. Polano con l'intera redazione è arrestato nel 1923 e al giovane comunista toccherà il domicilio coatto in Sarsegna, dove però lavora subito da segretario regionale del Pcd'I. Dal 1924 inizia il suo peregrinare all'estero come cospiratore antifascista iscrivendosi anche al sindacato "rosso" dei marittimi e come tale aiuta gli spagnoli repubblicani nella loro guerra civile. Durante la seconda guerra mondiale è in Urss. Qui, alla fine di settembre del 1941, Palmiro Togliatti gli affida il compito di disturbare la radio fascista con proprie trasmissioni sul vero andamento della guerra. Benito Mussolini non riuscirà mai a interrompere o a rintracciare l'origine delle trasmissioni antifasciste che dureranno fino al 1944, quando Roma sarà liberata. Nel 1945 torna in Sardegna dove diviene segretario della Federazione di Sassari del nuovo Partito Comunista Italiano. Per quest'ultimo sarà sia deputato che senatore dal 1948 al 1968.
Muore anziano, ma lucido nella sua Sassari il 24 maggio 1984, appena pochi giorni prima del suo segretario Enrico Berlinguer. Ai suoi funerali parteciparono per il Pci nazionale Gavino Angius, Salvatore Cacciapuoti, Mario Birardi e Lino Paganelli.

(from Wikipedia)

MACHIEL POLANO

Te Leiden is de ontwikkeling van de heelkunde weer anders geweest. Hier trad Machiel Polano (1813-78) in 1869 als hoogleraar in de chirurgie op. Hij is de ‘laatste heelmeester van het oude tijdperk’ genoemd. Hij was te Utrecht opgeleid tot militair geneeskundige, en deed in 1835 voor de ‘provinciale Kommissie voor geneeskundig onderzoek en toevoorzigt’ het examen van stedelijk heelmeester. Zo werd hij stedelijk heelmeester van Rotterdam, later ook vroedmeester. In 1852 werd hij lector aan de Clinische School aldaar, hetgeen hij bleef tot aan de opheffing (1866). Polano was een vaardig operateur, die onder andere met goed gevolg een cysteus gezwel van de eierstok verwijderde. Hoezeer zijn kennis en kunde gewaardeerd werd, blijkt uit het feit dat de universiteit van Utrecht hem een eredoctoraat in de heelkunde, en die te Leiden later een eredoctoraat in de geneeskunde verleende (…) Na F.W. Krieger (1805-81) en Polano in hun klinische werkzaamheden te hebben bijgestaan, volgde Van Iterson deze laatste in 1878 op. Hij zette de antiseptische wondbehandeling, door Polano reeds begonnen, voort en begon aseptisch te werken. Zoals gezegd, bracht hij de buikchirurgie in Leiden tot verdere ontwikkeling, en de chirurgische kliniek tot ontplooiing.

PIETRO SOAVE POLANO

Pseudonimo anagrammatico di Paolo Sarpi Veneto, con cui fu pubblicata la 1a ed. dell'Istoria del concilio di Trento (1619).

NICOLÒ POLANO

miniaturista della seconda metà del sec. XV
si ricorda la sua edizione della Civitas terrena et civitas caelestis di Agostino, miniata nel 1459 ca., conservata presso la Bibliothèque de St. Geneviève a Parigi.





ACQUA MAGNA

Il termine acqua alta, giova ricordare fa parte del lessico veneziano, nella dizione acqua magna fin dal 1143, quando il doge Pietro Polani, insieme al vescovo Giovanni Polani dovettero cedere alle pressioni di chi rifiutava di entrare nel rio dei Santi Apostoli per celebrare, il 2 febbraio la Festa delle Marie raggiungendo con le piccole barche cerimoniali, dette “scaule”, la chiesa di Santa Maria Formosa che fu poi ricostruita su nuove quote ed in nuove forme anche per opera di Mauro Codussi.

BELIGERI VEL POLANI

* Polani es un locativo, derivado de Pola en Istria, de donde eran tribunos. Eran una de las doce familias "apostólicas" (Badoer, Barozzi, Contarini, Dandolo, Falier, Gradenigo, Memmo, Michiel, Morosini, Polani, Sanudo y Tiepolo; más las cuatro familias "evangelistas": Giustinian o Zustinian, Bragadin, Bembo y Corner), que de acuerdo con la tradición habían nombrado al primer dux.

Casa "longha" agregada a partir de 697 d.C.

Alrededor del año 860, los Polani, junto con los Basegio y los Giustiniani, se enfrentaron en un grave enfrentamiento con las familias Barbolani, Selii y Scevoli, familias muy poderosas en esa época; el enfrentamiento --casi una guerra civil-- terminó con la expulsión de los Barbolani, y su posterior retorno gracias a la intercesión del emperador Luis el Germánico.

* Pietro Polani
casado con Adelaida (o Adelasa) Michiel, hija del dux Domenico Michiel, fue electo 37° dux de Venecia, a pesar de la oposición de los Badoer y los Dandolo, en 1130, sufrió las derrotas frente a los húngaros que conquistaron Sebenico, Traù y Spalato (Dalmacia), un grupo de familias viejas y nuevas los Badoer, los Falier, los Michiel, los Morosini y los Dandolo lo obligaron a enfrentarse a Bizancio, exilió a los Badoer e hizo derribar la propiedad de los Dandolo en Campo San Luca, su enfrentamiento con Bizancio y las familias nuevas, le valió la excomunión papal, murió en 1147 ó 1148 en Caorle mientras organizaba la flota veneciana para una expedición al Oriente, posiblemente a Constantinopla.

* Naimero Polani
hijo del dux Pietro, comandó junto con su hermano Giovanni la flota veneciana que derrotó a los normandos de Jorge de Antioquía en el cabo de Matapan en el Peloponeso, se conserva una donación suya a la dogaresa Michiel (1155).

* Alvise Polani
fue príncipe de la ciudad de Punat en la isla de Korcula (Dalmacia).

* Marino Polani
fue podestà de Pirano d' Istria en el siglo XIII.

* Marco Polani
fue poseedor de la Villa de Mondellebotte (Parenzo, Istria) a comienzos del siglo XIV.

* Dardo Polani
fue podestà de Treviso, el dux Andrea Contarini le encomendó el reclutamiento de colonos para asentar en Trieste (1369).

* Girolamo Polani
fue compositor y autor de operas a comienzos del siglo XVIII, "La costanza nell'honore" (1703 Rovigo), "Creso tolto a le fiamme" (1705 Venecia), "Vindice la pazzia della vendetta" (1707 Venecia), "La Rosilda" (1707 Venecia), "Prassitele in Gnido" (1707 Venecia), "Il cieco geloso" (1708 Venecia), "La virtù trionfante d'amore vendicativo" (1708 Venecia), "Berengario rè d'Italia" (1709 Venecia), "Il tradimento premiato" (1709 Venecia), "Chi la fà, l'aspetta" (1717 Venecia).

PETRUS POLANUS

Pietro Polani (... – Caorle, 1147) fu il trentaseiesimo doge della Repubblica di Venezia, dal 1130 al 1147.

Era sposato con Adelasa, la figlia del predecessore Domenico Michiel. Fu una figura piuttosto controversa. Contro la sua elezione si erano già schierate, più o meno apertamente, le famiglie Badoer e Dandolo. Il Polani, più attento ai problemi interni, trascurò la politica estera con risultati disastrosi: accadde così che gli Ungheresi, tra il 1133 ed il 1135, riconquistarono Sebenico, Traù e Spalato in terra dalmata; Padova tentava di espandersi verso la Laguna per abbattere il monopolio del sale detenuto da Venezia; gli Anconetani, dal canto loro, attaccavano da sud.
La complessità della situazione che si stava esplicitando a Venezia comportò la formalizzazione definitiva di un'assemblea di sapientes o senatores che consigliassero e supportassero delle decisioni dogali: nacque così ufficialmente il Minor Consiglio che aveva l'intento di far prevalere la logica di Stato sugli interessi personali o di famiglia. Le decisioni che il doge prese, di concerto con questa nuova assemblea, furono: la mancata risposta all'appello alla seconda crociata del 1144 bandita da papa Lucio II; gli accordi sul sale con i Padovani e la cessazione dei conflitti; la cacciata dei Pisani da Zara. Le nobili famiglie Badoer, Falier, Michiel, Morosini e Dandolo si opposero invece ad una politica di amicizia verso Bisanzio; pertanto, quando da Bisanzio arrivarono al doge le conferme di tutte le carich
e già attribuite ai predecessori e la riconferma dei vantaggi commerciali sulle isole di Candia, Cipro, Chio e Rodi, Polani esiliò i Badoer e fece radere al suolo le proprietà dei Dandolo situate in campo San Luca. Conseguentemente a questi fatti e per l'appoggio a Bisanzio, papa Eugenio III lanciò una scomunica contro Venezia.
Il doge guidò in seguito la flotta contro i Normanni, ma morì a Caorle nel 1147 prima dello scontro (che vide, l'anno dopo, la vittoria dei Veneziani).

(from Wikipedia)



POLANI

Famiglia veneziana originaria di Pola (onde il nome).

Era già nota (verso la fine del sec. X) soprattutto per Domenico, distintosi (997 circa) durante il dogato di Pietro Orseolo II, nel sottomettere la penisola istriana e nel preparare l'espansione in Dalmazia. Raggiunse il dogato con Pietro; un figlio di questo, Enrico, senatore, fece parte (1173) del gruppo degli undici elettori che doveva designare il nuovo doge.

Polani, Pietro. - Doge di Venezia (m. 1148). Successe (circa 1130) a Domenico Michiel di cui aveva sposato la figlia. Cercò di ristabilire l'accordo tra le famiglie dei Dandolo e dei Badoer, e promosse l'espansione veneta nell'Adriatico, mercé accordi e alleanze. In vista della minaccia normanna verso l'Albania, si avvicinò sempre più a Bisanzio promuovendo alcune fortunate campagne militari e ottenendo importanti privilegi per i traffici commerciali di Venezia in Oriente.

(from Treccani online)

POLANUS

Petrus Polanus = Pietro Polani (-1148).
He was elected Doge of Venice in 1130.

Wido Polanus = Guido Polani
The Historia Ducum Veneticorum names "Wido comes [et] Naymerius comes" the two sons of "Petrus Polanus".

Naymerius Polanus = Nemerio Polani
The Historia Ducum Veneticorum names "Wido comes [et] Naymerius comes" the two sons of "Petrus Polanus".
The Gesta Friderici of Otto of Freising names "Neimerium filium Petri Polani ducis Veneticorum" when recording that he had previously been held in captivity [by Emperor Manuel I] but was now free.

POLA

“Sul fiume illirico adagiarono i remi vicino alla lapide di Armonia dalle bionde chiome – La serpe –
la città fondarono:
Un greco l’avrebbe chiamata Città dei profughi
ma la loro lingua la chiamò Polai“.
(Giasone e Medea)

Pola, una delle numerose città classiche del Mediterraneo, annota i primordi della propria esistenza trimillenaria nelle mitiche immagini dell'epoca eroica greca, spiegandoli storicamente con la grande migrazione dei popoli indoeuropei. I resti dell'abitato preistorico sistemato nella zona della collina centrale della città, sopra il golfo di Pola, anche oggi sono evidenti nella forma delle mura semicircolari costruite con i grossi blocchi di pietra poligonali. L'esistenza di abitanti in questa più antica parte dell'abitato illirico è testimoniata dal ritrovamento di un'ampia necropoli a incinerazione nei pressi della parte orientale della cerchia murale.L'abitato aveva modeste possibilità economico sociali e non esistono prove dell'influsso culturale e degli scambi mercantili con le già esistenti colonie greche situate nella vicina penisola italica. Gli scritti, però, dei poeti alessandrini dell'epoca ellenistica (Callimaco, Licofrone e Apollonio da Rodi del IV e III secolo a. C.) raccontano dell'esistenza di una "città esule" - POLAI, ed hanno origine dal mitico racconto di Giasone e Medea che è di data anteriore. La storia narra: - Quando Giasone, con l'aiuto di Medea, rubò nella Colchide il vello d'oro, i Colchidi si gettarono al loro inseguimento. L'abile viaggiatore Giasone riuscì a sfuggir loro molto facilmente. I Colchidi, non azzardandosi a far ritorno in patria senza il vello d'oro, decisero di stabilirsi nell'Alto Adriatico, sul territorio illirico e qui fondarono una città che gli illiri più tardi chiamarono "Polai".
Il più antico nome della colonia Pola venne menzionato da Plinio il Vecchio nell'opera "Naturalis Historiae": "in colonia Pola, quae nunc Pietas Iulia". La fondazione della colonia risale al periodo di Giulio Cesare. Come "Colonia caesariana" la città fu fondata tra il 46 e il 45 a.C. allo scopo di fare da punto d'appoggio alla conquista romana nella zona adriatica fra Trieste e la Grecia. Il compito della fondazione stessa fu affidato ai parenti ed agli amici di Giulio Cesare. La lapide coi nomi dei duumviri e fondatori della colonia "Pietas Iulia" è murata dentro la porta d'Ercole, la più vecchia porta cittadina della colonia di Pola, eretta sui resti preistorici dell'antica entrata dell'abitato illirico. Dopo la guerra civile (nel 42 a.C.) tra i triumviri Ottaviano, Antonio e Lepido da una parte e Bruto e Cassio dall'altra, Pola, essendo fedele sostenitore degli assassini di Cesare, fu distrutta e devastata dopo la vittoria di Ottaviano presso Azio nel 31 a.C., ma essendo un'importante base geo-strategica e politica, l'imperatore Ottaviano Augusto la fece ricostruire e, come simbolo della vittoria presso Azio, tra il 29 e il 27 a.C. a Pola fu eretto uno dei più begli archi di trionfo dell'epoca Augustea, l'Arco delle Sergi, un capolavoro dell'architettura romana. Avendo concepito la città in armonia con le regole urbanistiche romane e allargando l'area urbana fino ai piedi della collina, Augusto trasforma Pola in una città imperiale con tutti gli elementi caratteristici della sua imponente sovranità e persegue la politica della "Pax Iulia".
Proprio in quel periodo a Pola vennero costruiti i più begli e monumentali esempi dell'eredità architettonica romana: l'anfiteatro, il teatro romano situato extra murros, il piccolo teatro cittadino. Furono pianificati e costruiti il Foro ed i propilei innanzi all'antica acropoli centrale; vennero eretti dei palazzi al culto imperiale ed il tribunale. Secondo un unico piano regolatore, tra l'anno 2 a.C. e l'anno 14 d. C. venne eretto il tempio di Augusto, e verso la metà del I secolo d.C. il tempio di Diana, situato nella parte sudorientale del Foro.
L'edificio più importante di Pola romana, per quanto riguarda l'architettura, è l'anfiteatro, datato nel I secolo d.C. Le sue dimensioni lo pongono al sesto posto del mondo (135,3 x 105 m, con un'altezza di 32,5 m). Era stato progettato in primo luogo per le lotte dei gladiatori, al quale spettacolo potevano assistere fino a 23.000 spettatori.
La cima del colle centrale, ove si trovava il campidoglio con i templi e gli edifici pubblici, era particolarmente fortificata. Dell'intero sistema di fortificazione romana oggi sono rimasti solo dei frammenti della cinta esterna e interna delle mura cittadine. I resti delle mura esterne si sono conservati solo nelle fondamenta, costituite da grossi blocchi di pietra, mentre quelli della cinta muraria sono visibili nel tratto tra l'Arco dei Sergi e la Porta Gemina. L'Arco dei Sergi, la Porta Gemina e la Porta Ercole fanno parte del sistema murario. Nelle città romane il centro amministrativo, commerciale, politico, culturale e religioso era il foro.

Carnivorus sinus, POLANUS sinus, d. Quarnero, Mbs., adriat. Meer, Istrien.

WEST POLANS

The Polans (also known as Polanes, Polanians or Polians; Polish: Polanie) were a West Slavic tribe inhabiting the Warta river basin. Previously more eastern around the Dnjpr River, by 963 AD they are as far west as the Vurta (Warta) Rive.. They were tributary to the Holy Roman Empire and received titles of dukes. Later they managed to subdue most of the Slavic tribes between the Odra (Oder) and Western Bug rivers and between the Carpathians and the Baltic Sea by the 10th century, they also managed to integrate the lands of Masovia, Kuyavia and Great Poland. The tribal union led by the Piast dynasty developed into the state of Poland, whose name derives from that of the Polans.

(from Wikipedia)

EAST POLANS

The Polans (Ukrainian: Поляни, Polyany, Russian: Поляне, Polyane) were a tribe of Early East Slavs between the 6th and the 9th century, which inhabited both sides of the Dnieper river from Liubech to Rodnia and also down the lower streams of the rivers Ros', Sula, Stuhna, Teteriv, Irpin', Desna and Pripyat. The name derives from the Old East Slavic language word поле or поляна (polyana), which means “field”) because the Polans used to settle in the open fields. Polans played a key role in the formation of Ukrainian ethnicity. It was through this tribe that Ukrainians consolidated into a nation.
The land of the Polans was at the crossroads of territories, belonging to different Eastern Slavic tribes, such as Drevlyans, Radimichs, Drehovians and Severians and connected them all with water arteries. An important trade route called the Road from Varangians to Greeks passed through the land of the Polans and connected Northern Europe with the Black Sea and the Byzantine Empire. In 9th and 10th century the Polans had a well-developed arable land farming, cattle-breeding, hunting, fishing, wild-hive beekeeping and various handicrafts such as blacksmith, casting, pottery, jewelers art etc. Thousands of pre- Polans kurgans, found by the archaeologists in the Polan region, indicate that that land had a high population density. They lived in small families in semi dug-outs (“earth-houses”) and wore homespun clothes and modest jewelry. Before converting to Christianity, the inhabitants used to burn their dead and erect kurgan-like embankments over them.
In the 9th century, the Polans were ruled by the Khazars and had to pay tribute to them. In the 860s, the Varangians arrived and organized a few successful military campaigns against the Byzantine Empire, the Pechenegs and the Polochans. In the 880s, the land of the Polans was conquered by Oleg of Novgorod and would become the centre and the driving force of the Rus statehood.
The biggest cities of the Polans were Kiev, Pereyaslav, Rodnia, Vyshhorod, Belgorod (now Bilohorodka village at Irpin river), Kaniv. In the 10th century, the term "Polans" was virtually out of use and exchanged for "Rus". The Polans as a tribe were last mentioned in a chronicle of 944.
Chronicles repeatedly note that socio-economic relations in the Polan communities were highly developed compared to the neighboring tribes. The chronicalized legends name the Polans as the precursors of the Kievan Rus' and founders of Kiev (see Kyi, Schek and Khoryv), making them the tribe that had contributed the most to the development of the Rus statehood.
One can wonder whether it is just a coincidence that, also around that time (by 960), the Western Polans first appear and leaders accepting ducal titles from the Ottonian emperors, contributed the most to the development of the state of Poland. Some speculate that the first Polish dynasty, the Piasts, were also of Varangian origin.

(from Wikipedia)

POLAN

Many jewish family names are derived from countries of origin and the peoples inhabiting them.
A good example is Poland, with one of the largest and most important jewish centers in the european diaspora until the holocaust. The terms Pollak (german), Polacco (italian), Polonais (french), Polacek (czech), Polsky (the adjective in polish) and their derivatives - including abbreviations and extensions influenced by the languages spoken by the ethnic majorities among whom jews were living at the time - produced some 50 variants of family names, all of which mean pole or polish.

(Copyright © Beth Hatefutsoth – The Memi De-Shalit Database of Jewish Family Names)

POLANA

This surname POLAND was a Polish ethnic name for a Pole, or more specifically for a descendant of the POLANIE, one of the original Polish tribes. It was also a topographic name for someone who lived in a clearing, derived from the word POLANA (glade or field). The name has many variants which include Polano, Polanowski, Polinski, Polcynski, Polawski, Polyanski, Polanaov and the Jewish form of the name is Dolgopolski. The earliest Polish surnames were patronymic. The personal names from which they were derived were mainly Slavonic, but as the Middle Ages progressed, traditional Slavic given names, began to give way to saint's names, mainly of Latin origin. Surnames derived from Slavonic personal names are of early origin, and tend to be borne by aristocratic families. A notable member of the name is Roman POLANSKI.

From Poland have come various general names, as Polano, Pollock, Polack, Polak, Pollak, Poole, Pool, and Polk.